Si chiama Liu Bolin e c’è anche se non si vede, per questo motivo molti lo chiamano l’uomo invisibile. La cosa straordinaria è che non ha bisogno di un anello o di n mantello magico per scomparire, utilizza il suo corpo come tela bianca e si arma di molta pazienza di un po’ pittura. Nato nel 1973 a Shandong, in Cina, ha poi frequentato la prestigiosa accademia d’arte a Pechino. Nato come scultore e pittore, Liu Bolin prende ispirazione da una sventura e rende realtà la brillante idea che lo ha reso un artista famoso e apprezzato in tutto il mondo. Nel 2005, quando il governo decide di abbattere Soujiacun, un borgo a nord est di Pechino, per riqualificare la città in vista delle olimpiadi, Liu, come molti altri, perde la casa. Queste opere quindi hanno anche un messaggio sociale, e sono una forma di protesta contro il sistema di una Cina sovrappopolata dove il singolo rischia di sparire nella massa; “Il mondo moderno” dice lo stesso artista “priva l’uomo dei suoi spazi fisici e mentali”. C’è però anche una seconda chiave di lettura: L’uomo non è superiore agli altri animali, e non può regolare i ritmi della natura. Preso da una mania di egocentrismo, ha dimenticato che facciamo parte di qualcosa di molto più grande e che per questo siamo noi a doverci adeguare alla natura e non viceversa. La collezione più celebre di questo artista si chiama (capirete perché) “Hiding in the city”, “nascondendosi in città” e raccoglie scatti effettuati nei luoghi più vari: supermercati, cinema, giornalai, cabine telefoniche. Una testimonianza silenziosa e invisibile, quella di Liu Bolin, che denuncia l’alienazione umana e il pericolo del conformismo; L’originale visione di uomo che si fa fagocitare dal mondo che lo circonda per provare a capire qual è il confine fra la libertà e l’oppressione, fra la parola e il silenzio, fra la presenza e l’invisibilità.

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Marta Viazzoli

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Marta Viazzoli

Diciannove anni, studentessa di lingue, legge per sopravvivere e fotografa per non dimenticare. Curiosa, testarda e precisa cerca la verità con occhi impertinenti e mai stanchi. Si circonda di parole, ma apprezza il silenzio, ama il thé, le pozzanghere, i romanzi epistolari, i film francesi e le bolle di sapone. Ammira chi va in direzione contraria e chi sa tornare bambino. Spera che possiate leggervi tra le sue righe.

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  1. web designer

    Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

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