Muss es sein? Es muss sein!”

Parmenide diceva che il leggero è positivo e il pesante negativo. Ma in cosa consiste davvero la leggerezza e in cosa, al contrario, la pesantezza?

A differenza di Parmenide, per Beethoven la pesantezza era qualcosa di positivo. […]la pesantezza, la necessità e il valore sono tre concetti intimamente legati tra loro: solo ciò che è necessario è pesante, solo ciò che pesa ha valore.

Milan Kundera, scrittore e drammaturgo ceco, ci pone di fronte a una delle contrapposizioni più misteriose e ambigue dell’uomo: il pesante – leggero. Lo scrittore, mette quindi sotto i riflettori una sensazione della quale ne percepiamo la consistenza senza riuscire a definirne non la forma. La fugacità di questo quesito rende intollerabile il peso che, quest’ultimo, detiene e, inevitabilmente, la relatività della vita umana morale diventa insostenibile: l’uomo si vede rinchiuso nell’obbligo del dover dare un’eccessiva importanza a ciò da cui esso è circondato, rendendo questi avvenimenti  pesanti, con l’impossibilità di concepire la vita con l’idea che essa sia solo un batter d’ali di farfalla, un attimo intrappolato in quello che preferiamo etichettare come eterno.

L’insostenibile leggerezza dell’essere è un romanzo che fluttua tra il fantastico e il possibile. Quattro personaggi accomunati da una perfetta affinità amorosa che però presenta disfunzioni all’interno delle rispettive coppie, accompagnate dai loro singoli punti di vista e da un senso di vita che sfugge all’occhio umano.

Fare l’amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica a un’unica donna).

Thomas è un medico che successivamente rifletterà su quello che egli stesso ha considerato per anni una ragione di vita, per scoprire che questa “missione” non sembra essere per lui oggetto di amorevolezza. Il personaggio di Kundera è bensì attaccato all’emozione, al sentimento: aspetto leggero dell’esistenza. Il suo amore per Tereza, l’unica donna per lui, non lo allontana dalla tentazione di fare sesso con altre donne, in particolare con l’amante semipermanente, Sabina, nella quale, attraverso il rapporto carnale, riesce a trovare una conoscenza che solo tramite quell’atto sembra palesarsi.

Se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze come gli uccelli sulle spalle di Francesco d’Assisi.

Tereza è l’incarnazione della debolezza che trova la sua forza nell’amore incondizionato donato a quest’uomo. Nonostante la sua “unicità”, più volte ammessa da Thomas, non riesce però a darsi pace poiché l’idea dell’infedeltà la porta a navigare in un immenso dis-piacere. La tenerezza della donna viene associata al continuo tremolio delle sue mani e alla sua fragilità di fronte a un amore così vero ma pur sempre malato.

Tradire significa uscire dai ranghi e partire verso l’ignoto. Sabina non conosceva niente di più bello che partire verso l’ignoto.

Sabina è una pittrice che tenta, attraverso comprensibili menzogne, di svelare qualcosa di incomprensibile all’occhio umano. Diversamente da Thomas, il suo rapporto di coppia prende una piega differente. Thomas, trova sì, in lei, un mediante conoscitivo, ma è anche vero che l’unicità la trova solo in Tereza, Sabina invece non considera Franz l’unico uomo per lei, e parte proprio da qui la difficoltà, rispetto all’amante, di allontanarsi anche solo dall’idea del tradimento.

Un uomo non può essere ebbro di un romanzo o di un quadro, ma può ubriacarsi della Nona di Beethoven, della Sonata per due pianoforti e percussione di Bartòk o di una canzone dei Beatles. […]considera la musica come una forza liberatrice: essa lo libera dalla solitudine, dalla chiusura, dalla polvere delle biblioteche e apre nel suo corpo una porta attraverso la quale l’anima esce nel mondo per fraternizzare.

Franz provava un amore supremo per la musica e ancor di più per Sabina che non condivideva con lui questa passione. Il suo Muss Sein, cioè la sua ragione di vita, era il livello massimo di complicità che voleva conservare solo con lei. Al contrario di Thomas, quindi, l’attaccamento va verso Sabina. Ma anche Franz, come gli altri personaggi, ha difficoltà nel riconoscere appieno il vero senso della vita.

La vita umana si svolge una sola volta e quindi noi non potremo mai appurare quale nostra decisione sia stata buona e quale cattiva, perché in una data situazione possiamo decidere una volta soltanto. Non ci viene data una seconda, terza o quarta vita per poter confrontare diverse decisioni.

L’essenza quasi leggera e la pesantezza, non sono più antagonisti ma diventano inevitabilmente complici di una lettura complessa che, oltre a comprendere riferimenti storici e filosofici, guida il lettore verso una dimensione interiore, ben custodita, alla ricerca del proprio ES MUSS SEIN!

Andreea Nedelcu

 

About The Author

Andreea Nedelcu
Fondatrice

Fondatrice dell’Uragano Elettrico, studentessa di Filosofia all’Università Sapienza di Roma. La custode di una voce fuori campo, di una fotografia mai scattata e di una poesia incompleta. Colma di immagini, cerca la sua casa altrove. Kyoto sarà il suo rifugio, probabilmente momentaneo, la penna sarà il suo scudo e il foglio il cuscino su cui poserà il capo prima di cadere nella profondità della sua anima.

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published.