Spazio Porta Mazzini giovedì 22 giugno 2017 ha ospitato il primo appuntamento della mostra “Il Rivisitivismo di Fulber, i sentieri di Roy”, dedicata all’artista trentino Fulvio Bernardini, curata da Paola Valori di Micro Arti Visive. Significativa la presenza di Elisabetta Villaggio, dello stilista Massimo Bomba, del creatore del “Presentismo” Alessandro Piccinini e di Giovanna Sorbelli della rivista “Eudonna”. Un vernissage come anteprima per la stampa in attesa del grande evento previsto per lunedì 26 giugno frutto della collaborazione tra Micro (Paola Valori), il Sextante (Maria Pia Ciaghi) e il magazine Eudonna (Giovanna Sorbelli): in occasione del finissage, che chiuderà anche la stagione di Micro, Francesca Barbi Marinetti interverrà per approfondire le tematiche proposte in mostra, sarà presentato il numero del mese di “Eudonna” e l’atmosfera si animerà grazie all’Orchestra Mandolistica romana, diretta da Teresa Fantasia.

Il percorso di Fulber è proposto nell’ambito del progetto “OPEN_ generazioni a confronto”, un’idea di Paola Valori per Micro Arti Visive alla sua seconda tappa proprio negli spazi di viale Mazzini, dopo il debutto di fine maggio allo storico Pastificio Cerere a San Lorenzo. OPEN è un viaggio contemporaneo che guarda al passato, è un presente che non può fare a meno di reinterpretare vivacemente la tradizione in un’ottica di scambio e dialogo sempre aggiornata sui nuovi stimoli e direzioni dell’arte. In perfetta sintonia con questa ricerca appare dunque il “Rivisitivismo” di Fulber, che trae linfa vitale da grandi colossi del novecento per rivisitarli alla luce della sua stimolante passione per il fumetto.

Lichtenstein è la bandiera guida dell’itinerario, che ci ricorda la vicinanza dell’artista all’universo del “Pop” americano, allo stile inconfondibile di Roy che eleva cultura di massa a immagine tragica e vibrante del contemporaneo con un respiro alto, raffinato e monumentale destinato a fissarsi come icona imperitura. Il roboante tema della Ferrari e della Vespa, declinazioni italiane di un boom economico ormai trascorso, sfreccia nella sala con i suoi colori accesi e i suoi suoni onomatopeici; sensuali donne in primo piano, sdraiate, seducenti che desiderano ed esaudiscono – come in “Woman” e “Relax” – fanno da contro altare alle immagini femminili e lacrimose dell’americano, che tuttavia vengono riprese nell’opera esposta più vicina al mondo del fumetto, “Storytelling”, dove appare anche il famoso personaggio di Fulber, Gary.

Il “Rivisitivismo” non si ferma però ai sentieri di Roy ma si configura come una ricerca globale dei linguaggi espressivi, indagando altre pietre miliari della pittura. La Dora Maar seduta di Picasso, con le sue unghie rosse, indossa gli abiti e dischiude appena le labbra come una diva pop, così come gli occhi di Marie-Thérèse brillano – è frequente infatti l’utilizzo da parte dell’artista di materiali riflettenti su tele ad olio – specchiandosi nelle luci della ribalta; gli orologi sciolti di Dalì dialogano con la provocante chioma bionda della donna leopardata in primo piano in “Amandalì”; Basquiat è citato dalla figura spettrale di angelo nero di “Angels”, mentre la creatività di Keith Haring esplode in “Gharing”, dove Gary, in un gioco di scarabocchi, intrappola uno dei celebri omini dell’artista; iconica è Jeanne Hébuterne, un omaggio a Modigliani, colta in chiave contemporanea mentre gusta la sua coppa royal di gelato con occhi vuoti e riflettenti.

Ad accompagnare ogni opera, come un fil rouge dalla fantasia di Fulber, delle piccole creature gialle. Dei daimon (alter-ego dell’artista?) animano e stuzzicano l’azione, portano oggetti del desiderio bramandoli al contempo, appaiono come spiraglio di salvezza o come genietti impertinenti. Sono questi spiriti attivi a truccare la donna dagli occhi glaciali in “Fashion”: uno le disegna le labbra con il rossetto, altri cercano con forza di tener in piedi lo specchio – che tuttavia mai incrocerà il suo sguardo, rivolto invece verso l’osservatore – altri le tracciano una striscia bianca sul volto; come se fosse una parete, un manifesto, come se la figura cercasse di avere una consistenza reale ma risultasse poi confinata nella dimensione dell’arte, del cartoon, nell’inconsistenza del fittizio alla stregua la natura morta in primo piano che, declassata come in una Colazione sull’erba, può assumere esclusivamente un valore di testimonianza “pop”, al confine tra realtà e icona. L’opera “Fashion” può dunque essere elevata ad emblema della mostra, rappresentare la sintesi delle diverse sfumature di Fulber, nella cornice del suo originale dialogo OPEN con i grandi della storia.

PROSSIMI APPUNTAMENTI – Spazio Porta Mazzini (via Mazzini, 1) e Micro vi aspettano per il finissage e per l’evento di chiusura della stagione lunedì 26 giugno 2017 alle ore 21.00. La mostra resterà aperta al pubblico fino a lunedì con ingresso libero negli orari 10:30-13:00 e 15:00-18:00.

Arianna Desideri

 

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